Epifania

  • Perché non scrivi qualcosa sulle affermazioni di Papa Francesco? Dai, chi più di te!
  • Boh, ho già fatto un meme al fine di tutelare la categoria dei veterinari. Vabbè, vabbè, proviamoci e non perché io voglia fare l’opinionista, intendiamoci! L’altro giorno scherzavo adducendo alla libertà di parola che ognuno di noi ha e di cui mai come in questo periodo se ne “serve”.

Bene, Caro Francesco (ti darò del Tu pur mantenendo il giusto rispetto), Caro Papa Francesco, Sua Santità! Siamo d’accordo che Sei un Gesuita, ma hai volontariamente scelto il nome di Francesco! Non può essere (e a questo punto non deve essere) un caso. Ebbene, mi hai fatto venire in mente quando da giovane Scout mi recarvo il sabato e la domenica alle riunioni al convento di San Pasquale (‘ncopp o convent) e Padre Celestino (di cui conservo comunque un bellissimo ricordo) non voleva che venissero con me, al mio seguito, Ketty e Ricky, i “miei” cani di quartiere. Proprio non mi entrava in testa: “Ma come, tu, Francescano?”. Vabbè, alla fine la ebbero vinta i cani perché si recavano alle riunioni anche quando io non c’ero. In fondo sono un Francescano laico e stimo San Francesco per quello che ha fatto e anche perché è considerato il primo poeta della letteratura italiana con “Il Cantico delle Creature”.

Ma veniamo a noi. Cane e gatto (e non solo) ci fanno compagnia da millenni. Esistono perché esiste l’uomo (come molti altri animali domestici) ed erano sotto certi versi di già un capriccio agli albori (come del resto i figli per molti genitori del nuovo millennio).
Perché mai non dovremmo avere la libertà di farci compagnia a vicenda?
Si, forse, senz’altro, sono un surrogato a cui offrire le nostre cure parentali, ma cosa importa? La vita è già dura così! In fondo pur avendoci messo lo zampino, rimangono un dono divino ad alleviare le nostre solitudini.
Certo, immagino che senza nascite in un paese come il nostro ad esser minata sia la cristianità, lo si intuisce. Certo, non solo, anche la nostra cultura occidentale. La storia farà il suo corso comunque.
Le nascite a livello globale non mancano senz’altro. Non c’è una politica globale e aggiungo, per molti aspetti, per fortuna!
Aggiungo anche che è normale che vi sia un calo delle nascite proprio in questo periodo storico. Le calamità, non tutte, avvengono e a volte riportarno ad un equilibrio. Di certo non mi riferisco ad un asteroide, che tra l’altro a breve arriverà, ma a tutte le sventure in cui l’uomo ha una qualche responsabilità.
Ma basta demagogia, se così si può dire.
Veniamo all’aspetto pratico. A me sembra responsabile, molto, la scelta di non mettere al mondo un figlio oggi per svariati motivi. In primis per quello che abbiamo trovato e che inevitabilmente lasceremo. In seconda battuta per la precarietà della maggior parte delle persone: allevare un figlio ha un costo. E non in ultimo per l’elevata probabilità che il figlio resti “separato dai genitori”, almeno da uno dei due, e in Italia ma non solo, purtroppo, la bigenitorialità non è garantita.
Possiamo aggiungere altre decine di validi motivi, ma la mia dissertazione è già lunga di suo e lascio a chi vuol intervenire la possibilità di inserirne in elenco o anche di contestare.
Concludo dicendo che non biasimo chi prende un cane o un gatto né chi mette al mondo figli.
L’unica cosa da non ulteriormente minare è la libertà individuale e forse per questo siamo nel periodo sbagliato.
See you!

Gesù nasce ogni anno

Gesù nasce ogni
(di Micheletino Matarazzo)
   
Questo natale che ha da venire
Gesù nascerà ai confini tra
Turchia,
Iraq, Siria,
Iran e Armenia.
Sarà un fortunato a vivere oltre trent’anni, orfano forse di padre  e forse anche di madre.
Con molta probabilità sarà un mutilato.
Non sarà facile crocifiggerlo.
   
In alto nel cielo non solo angeli, anche droni.

Gesù nasce ogni anno,
nel volto di ogni bambino.
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Ho scritto questa poesia nel 2019. Mi aveva colpito molto la situazione in Siria. Quest’anno  al dramma Siriano si è aggiunto quello Afghano.
È solo aver colto l’ispirazione da una determinata area geografica, ma ben sappiamo che ci sono tanti, troppi posti dove nascere è difficile ma sopravvivere ancora di più. Quest’anno non ho potuto fare a meno di ripensare a quell’immagine e avvicinarla alla foto vincitrice del “Siena International Photo Award” che ho avuto la fortuna di poter apprezzare da vicino.
Anche questa volta la realtà ha battuto l’immaginazione con un’immagine  tanto vera quanto incredibile e drammatica.
L’immagine del bimbo e del padre mutilati si intitola “La difficoltà della vita” ed è scattata dal fotografo turco Mehmet Aslan nel distretto di -nel distretto di Reyhanli, nella provincia turca di Hatay situata al confine con la Siria.
La mia poesia “Gesù nasce ogni anno” già Finalista al Premio Internazionale “Il Tiburtino”, IV ediz., nel 2020 è stata  premiata in occasione del concorso “Ai tuoi piedi”  organizzato dall’ACIPEA con premio speciale della presidenza.
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🗓 Sabato 25 Dicembre 2021 • Natale

✍🏻 MICHELETINO MATARAZZO
📷 EMILY HUNTER (MILENA CAZZOLA)

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Quo Vadis Aida?” – Film in Evidenza

In corner sono riuscito ad assistere a questo capolavoro. Un film che ci racconta di uno dei peggiori crimini di guerra a cui l’umanità abbia assistito – impotente – e che si è consumato meno di un ventennio fa nel cuore dell’Europa, continente quest’ultimo che ancor oggi si professa civilizzato e modello per altri paesi.
Un genocidio che resterà nella storia, avvenuto sotto gli occhi di tutti, delle nazioni unite che erano lì con uno sparuto gruppo di olandesi a rappresentarci e sotto gli occhi di tutti coloro i quali, prima di farci l’abitudine, cominciavano allora a guardare in presa diretta immagini reali di guerra e di disumanità.
Non bastano però i documenti che sono rimasti a testimoniare le atrocità commesse. Non bastano, perché mai potranno raccontare tutte le storie, le singole storie di chi ha visto morire i propri cari sotto i propri occhi, o li ha visti deportare senza poter fare nulla, se non cercarne i resti anni dopo per un ultimo saluto e una degna sepoltura.
È questo più o meno quello che racconta “Quo Vadis Aida?” (il significato del titolo si svela a fine film) di Jasmila Zbanic, un film raccontato da una donna che parla della strage di Sebrenica attraverso gli occhi di un’altra donna, l’attrice serba Jasna Duricic in una magistrale interpretazione.
Un film che non può che lasciare attoniti di fronte a quanto accaduto alle soglie del nuovo millennio, e ciò vale per chi ne ha memoria, per chi non ne ha e ancor di più per chi ha visitato quei posti anni dopo in religioso silenzio. A ricordarci che nulla è cambiato perché a migliaia di chilometri si consumano ancora immani tragedie. Ma che importa? sono lontane e nessuno ci racconta, o ci racconterà la loro storia.

Equinozio d’Autunno

 Mercoledì 22 Settembre 2021 • Equinozio d’Autunno

“In amore siamo come foglie trascinate dal vento d’autunno prima di posarsi al suolo. Non abbiamo nessun controllo.”

✍ Micheletino Matarazzo
 Lorella Santori

Associazione Culturale Letteratura e Dintorni
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